Valle Brembana


Al Borgo del Bretto Basso in Valle Brembana, spicca l’antico palazzo Tasso la cui ristrutturazione, avvenuta dopo il 1980, ne ha mantenuto le linee architettoniche originali, ma ne ha parecchio alterato le belle decorazioni e le finiture. Gli edifici che si affacciano sulla piazzetta antistante il palazzo Tasso, un tempo quasi tutte pertinenze dell’abitazione padronale, si trovano oggi in condizioni alquanto precarie e mostrano i risultati di interventi restaurativi generici e approssimativi effettuati nella seconda metà del XX secolo.


Il nome Catremerio, lo fa risalire alla un tempo potente famiglia dei Tremeris (Cà=casa, Catremeris), una delle più antiche famiglie della Valle Brembilla, insediatasi a Catremerio intorno alla prima metà del ‘500. Dopo la cacciata dei Brembillesi nel 1443, si puo' pensare che la ricostruzione delle case sia avvenuta a fine Quattrocento.


Il borgo di Cavaglia di Brembilla è stato ristrutturato da pochi anni, salvaguardando le caratteristiche architettoniche originarie dei borghi contadini di montagna della zona, specie nel centro del borgo, dovè in bella mostra una grande casa cinquecentesca. Nel 1998 si è avuto il recupero delle parti pubbliche (vie e piazzette) a cura dell'architetto Matteo Invernizzi di bergamo). Le case sono in pietra, i tetti in coppi, le scale esterne per salire ai piani superiori in pietra e legno. Molto belle le ‘lobbie’ (terrazze) in legno, abbellite in estate dai gerani. Quasi tutte le porte sono ad arco: su una di queste c'e' incisa sulla pietra la data del 1531. Al pianterreno le stalle e le cucine con il soffitto a ’silter’ in pietra di sasso di tufo.


Il borgo di Cerro in Valle Brembilla si raggiunge facilmente in 10 minuti d'auto percorrendo la comoda strada asfaltata che sale appena prima del centro di Brembilla; lasciata la strada carrozzabile, occorre percorrere un breve tratto di mulattiera. Cerro Foppa è una delle più antiche e popolate contrade della zona. Cerro è posta su un modesto falsopiano in una conca protetta a valle dalla ripa e, a monte, da un piccolo rilievo, sembra scrutare dal basso le contrade di Rudino, Boscalone e Culo d'Asino, mentre dall'alto è dominata dal Pizzo Cerro e dal Corno.


Un tempo era al centro dei commerci che si svolgevano con la Valtellina lungo la Via Mercatorum, la più antica strada della Valle Brembana, ed era sede di un importante mercato. Sul finire del Cinquecento la sua fortuna cominciò a declinare in seguito alla costruzione, nel 1592, della nuova strada, la Priula. che correva sul fondovalle, alquanto discosta dal Cornello. Il borgo che in tal modo rimase piuttosto isolato e andò via via perdendo l'importante funzione di accordo tra la media e l'alta Valle Brembana che aveva svolto fino a quel momento. Il secolare isolamento ha favorito la conservazione dell’originario tessuto urbanistico che è caratterizzato dalla sovrapposizione di quattro diversi piani edificativi.


Caratteristiche di Gerosa sono la bellezza e la tranquillità dell'ambiente naturale e, in sintonia con esse, gli elementi architettonici tipici di una tradizione rurale e contadina, della quale rivelano la storia e i costumi. Si pensi alla 'Valle dei Mulini', testimonianza di una presenza rispettosa dell'uomo nell'ambiente, per l'armonia con la quale il patrimonio edilizio esistente vi si inserisce creando spettacolare attrattiva. Ne è esempio la contrada Mulino: un insieme di antichi casolari ristrutturati e in parte abitati, raggiungibili ancora oggi tramite un caratteristico percorso pedonale, che solca il torrente omonimo e un ruscello suo affluente con due esemplari antichi ponti in pietra e prosegue per boschi e prati fino al Santuario Mariano della 'Madonna della Foppa'.


Ai tempi il Borgo di Grumo conobbe il suo momento di massimo sviluppo e prosperità. Con l'avvento della nuova Strada Priula i Borghi di Grumo e Bosco persero l'importante fonte di sostentamento derivante dal passaggio dei mercanti, divenendo una contrada quasi sconosciuta.


La rustica Chiesetta di Malentrata, dotata di un piccolo sagrato è situata su una rampa prativa tra Malentrata Bassa e Ca' Zanardi, attigua all'antica mulattiera che sale a Sant'Antonio Abbandonato. La chiesetta presenta un'architettura rustica settecentesca, con un apparato murario esterno perfetto a tal punto che l'omogeneità della pietra ha reso superfluo l'intonaco. Costruita nel 1736 ad opera di Bernardino Rota, è dedicata a San Filippo Neri e San Martino, che compaiono, accanto alla Vergine, sulla tela dell'abside.


Le origini di Oneta frazione di San Giovanni Bianco risalgono probabilmente al periodo delle invasioni barbariche e la sua storia è legata a quella della nobile famiglia dei Grataroli cui appartenne la casa dell' Arlecchino. Fin dagli inizi del Trecento, il territorio del borgo faceva parte della Pieve di Dossena. A quei tempi la maggior parte dei terreni erano di proprietà della Chiesa e di facoltose famiglie. Le contese fra Guelfi e Ghibellini, a cavallo tra il Trecento e il Quattrocento, sconvolsero e funestarono anche il territorio bergamasco.


L'antica "contrada di pietra" tutta costruita con il l'ardesia delle montagne vicine, ha pian piano chiuso i battenti, o meglio gli “scarnas” isolandosi dal centro di Carona, diradando i rapporti commerciali intervallivi ma soprattutto degradandosi nelle sue costruzioni, che venivano abbandonate. Soltanto gli anziani tenevano duro, rimanendo attaccati alle loro origini e, quindi, ai loro giacigli. Ancora gli inizia degli anni ’60 sotto i tetti di Pagliari viveva una dozzina di famiglie per un totale di 60 abitanti. Molte famiglie, soprattutto le più giovani, scesero a valle, nelle belle case di Carona, o si trasferirono in città verso le grandi fabbriche di Bergamo e Milano.


Pusdosso, posta a 1038 metri di quota, è la frazione più alta del Comune di Isola di Fondra, ed è la più popolata: 7 sono i residenti, cui si aggiungono almeno una ventina di persone nei fine settimana e nel periodo estivo. Il Borgo di Pusdosso, come tutti i paesi dell'alta valle ed anche le frazioni, nel dopoguerra, ha subito una forte migrazione.


A Sussia oltre alla festa di S. Michele il 29 Settembre, ogni volta che passa un sacerdote e si rende disponibile si celebra una Messa...... e Sussia di San Pellegrino Terme vale sempre una Messa.! Uno scampanio e i dintorni si rianimano. Da 4 anni poi, nel periodo Natalizio, si organizza un Presepio Vivente e nonostante i disagi dovuti al freddo ed alla neve, la gente partecipa sempre piu' numerosa. A fianco della chiesetta di Sussia sorgeva una volta una piccola scuola elementare, ora diroccata che ha funzionato fino al 1920 circa; in seguito i ragazzi sono stati mandati a scuola a Catremerio e poi, ancora giovanissimi, sono espatriati in cerca di lavoro.


Valtorta ha avuto una storia travagliata che non ha tuttavia impedito a questa piccola comunità di mantenere viva la propria spiccata identità e di ritagliarsi spazi di autonomia. Ne testimoniano i privilegi concessi periodicamente, dal ducato di Milano e dalla repubblica di Venezia e soprattutto il diritto di dotarsi di un proprio statuto che per secoli regolò svariati aspetti della vita comunale. Questa autonomia consentiva al paese di nominare al proprio interno gli amministratori locali, compreso il vicario, che rappresentava il potere centrale, e amministrava la giustizia in materia civile e penale, secondo quanto previsto dagli statuti. Il vicario risiedeva in quella che è passata alla storia come casa della pretura, ma che era il palazzo municipale, come si può dedurre dalla serie di stemmi, ancora visibili, delle famiglie di Valtorta che ne adornano le pareti.


Borgo di Bretto vi si accede dalla comoda strada asfaltata che da Camerata Cornello conduce alla Brembella. Borgo di Cavaglia, posto a 837 mt. di altitudine, è, insieme a Catremerio, uno dei borghi antichi più belli e più antichi della Valle Brembilla.


Il Museo Etnografico Alta Valle Brembana, che raccoglie le testimonianze di secoli di vita locale è solo l’aspetto più appariscente di un complesso di richiami alla civiltà del passato. Accanto al museo c’è l’intero paese, con il centro storico ancora ben conservato e le minuscole contrade abbarbicate su ripidi pendii in margine a boschi e anguste vallette.


La sua costruzione inizio' nel 1982, grazie al lavoro di numerosi soci dell'allora Sottosezione CAI Alta Valle Brembana ed al contributo della famiglia Benigni, la quale, profondamente scossa per la tragica fine del loro caro Cesare, avvenuto nel 1981 sul Pizzo del Diavolo di Tenda, intese così onorarne la memoria. Circondato dalle Vette del Pizzo del Diavolo e Diavolino, Grabiasca, Madonnino, Ca' Bianca e Poris, ne fanno una conca panoramica di rara bellezza. Il Fragabolgia, il Lago Rotondo, il Laghetto dei Curiosi sono i piu' importanti laghi artificiali e naturali della zona, frequentati da molti pescatori nel periodo estivo.








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