Valle Brembana


Il Pizzo del Diavolo di Tenda con i suoi 1.916 m di altezza e' la vetta piu' alta della Valle Brembana, da qui nasce il Fiume Brembo. Diavolo e Diavolino sono di forma caratteristica piramidale, la salita e' consigliata a escursionisti esperti per il sua pendenza nell'ultimo tratto, dalla Bocchetta di Podavit alla vetta, dove si fatica nella ripida pietraia. Descrizione dell'ascesa dalla cresta nord/ovest.


Il Pizzo Farno si eleva al di sopra del Rifugio Laghi Gemelli con forme piramidali: si salda a est e alle cime di V. Sanguigno attraverso il Passo di Val Sanguigno e a sud al roccioso Monte Corte attraverso il Passo del Farno o Passo Ovest di Val Sanguigno. Salita facile e renumerativa.


da San Pellegrino Terme si prosegue la strada della Val Brembana fino al bivio per Dossena; si attraversa il ponte e si continua lungo la strada. Ad un bivio si prende la diramazione per Spettino e Santa Croce e si raggiungono infine le case di Spettino in bella posizione dominante la Valle. Si puo', lasciare la macchina nei pressi del paese, oppure continuare, verso destra, per circa 1 km. Per prati e sentieri ci si dirige verso nord in una larga valletta che si raggiunge la Baita la Forcella (1.073 m); si va' verso destra fino a raggiungere il sentiero che solca la cresta ovest del Monte Gioco.


A sud/ovest del Pizzo Poris si eleva la possente mole del Monte Grabiasca che, al pari del Pizzo del Diavolo di Tenda, domina la cona del Rifugio Calvi. E' la prima elevazione che viene raggiunta dal Trofeo Parravicini, la classica gara primaverile di sci-aplinismo. Sul versante nord del Monte Grabiasca sono stati aperti alcuni interessanti itinerari di arrampicata.


Cima prevalentemente erbosa, il Grem si caratterizza per la lunga cresta sud che muore sui pascoli dove sorgono le baite (Alta e di Mezzo) e dove sono ben visibili gli imbocchi e gli scrichi delle miniere di calamina. Domina gli abitanti di Zambla e la conca di Oltre il Colle e di Zambla Alta.


Dalla localita' Sponda sulla strada per Foppolo parte il tronco di strada che conduce alla chiesetta di Cambrembo e il piazzale degli impianti di risalita di San Simone. Si lascia la macchina e si prosegue per il largo pendio in direzione ovest verso il vallone sullo sfondo del quale si apre il Passo di San Simone, caratterizzato da bellissimi costoloni verticali di roccia.


La traversata dal Monte Reseda al Monte Madonnino e' un tratto del classico percorso di sci-alpinismo del Trofeo Agostino Parravicini che si effettua nel mese di Aprile di ogni anno, quando la Conca del Calvi (Carona) e' perfettamente innevata. In estate costituisce un bellissimo percorso privo di difficolta', sempre a cavallo della cresta che divide la Valle Brembana dalla Valle Seriana. Ottimo e istruttivo il bellissimo ed ampio panorama, specialmente sul versante nord della Presolana.


La poderosa muraglia calcarea della Cima Menna domina tutto il tratto della Val Brembana da Piazza Brembana fino a Roncobello, presentandosi come una montagna possente e di inimitabile bellezza. La sua costiera rocciosa si estende dal Passo del Menna fino al Passo Vindiolo e rappresenta un mondo complesso di pareti rocciose, di profondi canali e di costoloni che costituiscono la caratteristica principali di questo angolo delle Prealpi Bergamasche.


Il gruppo del Monte Secco, Monte Pegherolo e Monte Cavallo si distingue per la spettacolare morfologia, unica nel contesto dell’alta valle. Il periplo di queste formazioni costituisce un’entusiasmante escursione attraverso ambienti selvaggi ed incontaminati, dove la natura regna severa. Il percorso può essere effettuato lungo l’itinerario che parte da Mezzoldo, giunge a Piazzatorre, si inerpica sino al Forcolino di Torcola (1856 m s.l.m.) ridiscende all’abitato di Valleve per poi risalire a San Simone da dove, scollinando l'omonimo valico, si giunge di nuovo al paese di partenza.


Il Monte Pietra Quadra si presenta con una larga bastionata rocciosa sul versante settentrionale che prospetta sul Canale di Pietra Quadra mentre il suo versante meridionale e' prevalentemente erboso, anche se caratterizzato da un ripido pendio. La salita e' facile ma occorre un po' di attenzione nella parte finale.


da Ca' San Marco (1.830 m) che viene raggiunta con l'itinerario 40 (Ca' San Marco dalla Val Mora), o molto piu' agevolmente per la strada carrozzabile che sale da Mezzoldo e attraverso il Passo di S. Marco conduce ad Albaredo e a Morbegno in Valtellina, si prende il sentiero pianeggiante che, con direzione ovest, conduce sotto la costiera del Monte Verrobbio. Con alcuni tornanti ed un ultimo tratto in salita raggiunge l'insellatura del Passo di Verrobbio, con resti di postazioni militari della guerra 1915 - 1918. Si volge a sud per il largo crestone, caratterizzato da alcune belle pozze d'acqua e da canaletti; si risale lungamente per placche rocciose e si raggiunge, piegando lievemente a sinistra, la vetta del Monte Colombarolo. Doce sono visibili i Laghetti di Ponteranica.


Il Passo di Publino si trova alla testata della splendida Val Sambuzza che l'itinerario percorre per intero. Si trova sulla catena principale delle Orobie, tra il Corno Stella a occidente e il Pizzo Zerna a oriente. E' un Passo che anticamente veniva assai frequentato dai montanari per il commercio dei formaggi che venivano portati a Branzi dalla Valle del Livrio.


Dalla Cima del Monte Torcola (raggiungibile con seggiovia da Piazzatorre) il Monte Secco appare dirupato e inciso da profondi canaloni detritici che si inabissano nei boschi della splendida conca di Piazzatorre. Salita piuttosto di rado, e tuttavia una Cima che soddisfa le esigenze di chi vule una montagna solitaria e piena di fascino.


La lunga cresta che si sviluppa dal Passo di San Marco verso est raggiunge da prima l'elevazione del Pizzo delle Segade, poi scende alla Bocchetta d'Orta e con andamento nord raggiunge la Cima del Monte Azzarini o Monte Fioraro. Cima posta in posizione dal quale si gode uno stupendo panorama.


Cima piramidale che sorge a nord/est dei Piani di Artavaggio, il Monte Sodadura campeggia tra il Monte Aralalta, la Cima di Piazzo e lo Zuccone dei Campelli. Viene frequentemente salito dai Rifugi dei Piani di Artavaggio e un po' meno dalla Val Taleggio in quanto itinerario abbastanza lungo, ma bello ed assai interessante per i gruppi di case rustiche che si incontrano lungo il percorso.


con l'itinerario 31 si raggiungono le Baite di Mezzeno (1.591 m), poi si continua col medesimo sentiero fino al bivio per la Baita di Campo; si prende allora il sentiero di destra che salendo lungo un costione erboso porta alla Baita delle Foppe; si continua ancora sui pianori erbosi fino alla Baita Croce, fino a che si giunge alla base della ripida rampa che conduce al Passo di Mezzeno.


Da Cambrembo porta al Passo di Tartano attraverso i Monti Arete e Valegino. Prevalentemente erbosa la cresta specialmente quella che scende dal Monte Valegino al Passo di Tartano presenta alcuni tratti rocciosi che vengono vinti con un po' di attenzione. Zona solitaria, panoramica sui sottostanti Laghi di Porcile e sulla Val di Tartano in Valtellina.


Una splendida montagna delle Alpi Orobie: sorge quasi isolato all'estremita' nord occidentale della provincia di Bergamo e costituisce punto di incontro di tre provincie lombarde: Bergamo Como e Sondrio. Anticamente era il punto di confine tra la Repubblica Veneta, il Ducato di Milano e la Repubblica dei Grigioni. Panorama amplissimo e giustamente apprezzato su tutte le montagne lombarde e le Alpi Orobie con il Monte Rosa, l'Oberlad Bernese, il Bernina, l'Ortles.


Passeggiata facile e non impegnativa, la classica passeggiata della domenica. Dalla vetta di gode di un panorama verso tutta la pianura bergamasca, la bassa Valle Brembana e la Valle Imagna. Arrivati ad Ubiale, si prosegue in auto sino a raggiungere le case di Belvedere e successivamente quelle di Sopra Corna, dalla piazzetta si noterà un sentiero che parte sulla destra, con relative segnalazioni.


Il Monte Vaccareggio domina le ampie praterie di Dossena mentre cade dirupato e boscoso a nord sulla selvaggia Valparina. Caratteristiche principali di questo Monte sono resti di antiche miniere di Calamina che si vedono un po' d'appertutto dopo i prati e lungo la costa sud che conduce alla vetta.


Esattamente a nord del Monte Cancervo si eleva la cuspide del Monte Venturosa e tocca quasi i 2.000 metri di altitudine. Bella ed imponente vetta specialmente se vista dalla Val Taleggio, le cui creste si elevano tra il Passo di Baciamorti e il Passo Grialeggio.


Dalla Cima di Menna al Passo di Vedra si snoda una cresta che ha la sua massima depressione al Passo del Vindiolo (1.974 m). Dopo questo passo la cresta ha alcune elevazioni la sua sommita' e' la Cima del Monte Vetro (2.057 m). Staccata dalla cresta principale si eleva a est del Passo del Vindiolo, una cima erbosa con croce in ferro, 2.056 metri, senza nome sulle carte. Si propone di chiamarla Cima del Vindiolo data la vicinanza del Passo. Bellissima la vista su Oltre il Colle, sulla Cima di Menna, sulla Corna Piana e sulla massa ricciosa del Monte Arera.


Una grande croce di ferro, dominante tutta la media Val Brembana e in particolare San Pellegrino Terme, sorge sulla vetta del Monte Zucco, assieme ad un piccolo monumento che ricorda la guida Antonio Baroni di Sussia Alta. Lo Zucco, che si alza con poderose forme sulla destra orografica del fiume Brembo, e' frequentemente salito da San Pellegrino attraverso la Val Merlonga, profonda e incassata, ma e' piu' remunerativo salirlo da San Antonio Abbandonato lungo un itinerario assai suggestivo e bellissimo.


Il maestoso Zuccone Campelli si eleva con una bella parete rocciosa incisa da camini e da spigoli sul Valle dei Camosci che caratterizza il suo versante ovest. Ai lati gli sorgono rispettivamente lo Zucco Barbesino a sinistra e lo Zucco di Pesciola a destra, altre belle palestre di arrampicata. Sugli altri versanti cade dirupato con cenge e versanti erbosi, meno la cresta che conduce ai Rifugi Cazzaniga e Nicola.












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