Valle Brembana


La fitta rete idrografica del versante meridionale delle Orobie è costituita da acque pregiate di tipo torrentizio e da oltre 100 laghetti alpini. E' il regno della Trota Fario, la tipica trota di montagna e del Salmerino alpino. Nei fiumi che scendono lungo le principali valli bergamasche sono ancora presenti oltre alla trota fario, specie ittiche di inestinabile valore biologico, come la trota marmorata, lo scazzone, ed il temolo.Nel parco la pesca è consentita liberamente nel rispetto delle norme indicate nella legge Regionale n° 25/82.


Un milione e 200 mila euro: è quanto Regione e Parco delle Orobie mettono a disposizione per la lotta al bostrico in territorio bergamasco. I soldi serviranno per combattere le infestazioni del parassita, realizzare interventi fitosanitari e di bonifica, oltre che opere di ricostruzione e riqualificazione ambientale. A beneficiarne, le Comunità montane della Valle Seriana superiore, Valle di Scalve e Valle Brembana.


Questo del nuovo Commissario credo che sia proprio l’ultimo treno per la realizzazione del Parco. Due parole per dire che il Commissario attuale opera in Regione Lombardia da più di 30 in riferimento ai parchi e che fortunatamente non risponde a logiche politiche che hanno ingessato il parco fino ad oggi, anzi la sua nomina deve aver fatto sobbalzare più di una persona in giro per la Valle Brembana.


Abbiamo avuto il piacere di poter fare una conversazione con il Presidente del Parco dott. Grassi. Si è trattato di una conversazione sull’onda delle attuali problematiche relative alle nuove ZPS recentemente approvate dalla Regione Lombardia, e che interessano i nostro territorio per oltre il 60%. Il problema dei SIC, che fanno capo alla Direttiva Europea HABITAT, non è mai stato per i cacciatori un problema reale, in quanto in queste aree l’attività venatoria è perfettamente sostenibile, salvo casi rarissimi in cui la conservazione dell’habitat non sia compatibile con una fruizione umana, ma di queste aree nel nostro Parco non ce ne sono.


Sull'argomento, debbo confessare d’essere recidivo. basterebbe riandare ai precedenti giopì numero 3 e 19 del 2006, per constatare come il soggetto in riferimento avesse già ricevuto l’attenzione del nostro giornale. Anzi, è forse stata una delle realizzazioni territoriali, che sotto l’aspetto temporale abbiamo avuto la ventura di prendere simbolicamente per mano sin dai primi passi, fino a vendere la concreta realizzazione. Ma ora c’è dell’altro.


Sedici perle naturalistiche. I sedici Sic bergamaschi ricadono sul territorio di 50 Comuni. Altre due aree protette, la Val Tartano e la Val Venina, appartengono al Parco delle Orobie valtellinesi e sono bergamasche per una piccola superficie. I primi nove Sic fanno parte del Parco delle Orobie e sono fra i più estesi di tutta la Lombardia. Il Sic Valtorta e Valmoresca comprende i Comuni di Averara, Santa Brigida e Cusio.


La Valle Brembana superiore è parte integrante del Parco Regionale Montano e Forestale delle Orobie e ne occupa un ampio settore di estremo interesse naturalistico e faunistico. A quanti scelgono di visitare la nostra valle non deve sfuggire l’occasione di poter godere di queste bellezze, uniche e ricche di fascino. Del tempo a disposizione per la vacanza, buona parte dovrebbe essere dedicato alle escursioni, anche brevi.


Alpinisticamente non impegnativo, il Sentiero dei Fiori attraversa, a quota 2.000 m macereti e ghiaioni della Val d'Arera, del Mandrone e della Corna Piana per concludersi al Passo Branchino.


Il Parco delle Orobie Occidentali Bergamasche ha un regime di tutela che lo caratterizza Parco Montano e Forestale, e si estende su una superficie di 63.000 ettari, comprendendo interamente il versante meridionale della catena Orobica, territorio provinciale di Bergamo. Il Parco delle Orobie Bergamasche.


Il territorio del Parco viene suddiviso in due nette aree geografiche, la parte settentrionale e la parte meridionale, che hanno aspetti assai differenti. La prima, chiamata il crinale orobico, che ha tendenza da ovest verso est, fa da confine con la Valtellina e il Parco delle Orobie Valtellinesi e presenta rocce scure e sedimentarie continentali o cristalline. La vetta più alta è il Pizzo Coca di 3050m, seguito dal Pizzo Redorta 3038m e dalla Punta di Scais.








Sitemap