Valle Brembana


Questa attività era strettamente collegata alla presenza, lungo le rive dei torrenti, di numerose fucine per la produzione di chiodi e semplici attrezzi in ferro. La salita lunga e tortuosa si svolge quasi interamente in sottobosco di pini e faggi, posto ideale per cercare funghi. Soltanto dopo aver attraversato la pietraia di un secondo canalone, ai piedi delle pareti settentrionali del Monte Venturosa, il bosco di dirada offrendo un magnifico colpo d'occhio su gran parte della Catena Orobica e della Valle di Cassiglio. Si continua a salire nuovamente nel bosco e, dopo aver superato un traliccio dell'alta tensione, in pochi minuti si giunge al Passo di Baciamorti a quota 1540 m (2 ore e 45' dalla partenza).


Continuando lungo il sentiero n. 101 si ricomincia a salire con sentiero ripido fino alla vetta del monte Giarolo (2314 m., omino di pietra). Si scende alla Bocchetta di Trona, dopo poco si raggiunge la Bocchetta di Valpianella ed in circa 30' si arriva al Rifugio Benigni (m 2222), piccolo e grazioso, posto in un panoramico pianoro. Nei pressi del rifugio è molto facile vedere branchi di stambecchi.


Raggiunto un bivio si ignora il sentiero che scende a destra, lungo la Valle di Salmurano, ma si prosegue in direzione del Passo di Salmurano (m 2017) che si raggiunge con breve salita. Dal Passo, antico ed importante punto di collegamento con la Val Gerola in Valtellina, si procede in direzione di un traliccio dell'Enel lungo un agevole tracciato che sfrutta i camminamenti militari, risalenti alle opere di difesa predisposte al tempo della Prima Guerra Mondiale. Lungo tutti i principali passi orobici vennero realizzate delle postazioni di difesa composte da camminamenti in trincea, gallerie nella roccia e piccole baracche di vedetta.


La cresta spartiacque ci regala una magnifica veduta aerea del Rifugio Madonna delle Nevi, verso il quale punteremo, prestando molta attenzione, abbassandoci lungo un breve ma ripido canalino quindi, a mezza costa, proseguiremo attraverso le pendici del Monte Fioraro.


Si continua cosi' verso lo sterrato che, tagliando il ripido pendio del Monte Valgussera di Foppolo, si innalza fino a raggiungere il passo (45 ' dalla partenza). Dal valico in corrispondenza dell'acquedotto di Foppolo, si segue il sentiero che, in piano a mezza costa, dirige verso una baita per poi proseguire in diagonale verso il fondo della la Val Carisole, presso il Rif. Giretta, ai piedi del Corno Stella.


Su tutte domina il Pizzo del Diavolo di Tenda, considerato dai bergamaschi un piccolo Cervino, seguono nell'ordine il Pizzo Poris, ed i monti Grabiasca, Madonnino e Cabianca, mentre piu' basso, in una posizione privilegiata poco distante dal Lago Rotondo, si scorge il Rif. Calvi , meta finale della nostra tappa.


Lasciata la macchina in paese si imbocca la mulattiera indicata con segnavia CAI n. 220 e si raggiunge facilmente il Rif. Alpe Corte in un'ora circa, attraversando belle radure e tratti di bosco. Il rif. è posto in una bellissima conca di fronte alle belle pareti nord del Pizzo Arera, in un ambiente che ricorda le valli dolomitiche.


Dal passo, confine tra Valle Seriana e Valle Brembana, si gode uno stupendo panorama verso il Pizzo Arera, il Farno, il Pizzo Becco e sotto di noi lo stupendo bacino dei Laghi Gemelli. Lasciato il passo e costeggiando la sponda occidentale del lago, in circa un'ora si raggiunge il Rifugio Laghi Gemelli (m 1968).


Da questo punto esistono due possibilità: si prosegue fin sotto la diga di Fregabolgia e si costeggia il lago sulla sinistra da cui in pochi minuti si giunge al Rifugio F.lli Calvi (m 2015), posto in un magnifico anfiteatro. Numerose le escursioni dal rifugio: Pizzo del Diavolo (m 2914), Madonnino, Cabianca, Grabiasca, traversata al Longo.


Ora il sentiero riprende a salire tra ripidi pascoli e tratti sassosi, superando diverse vallette e ruscelli fino a congiungersi al sentiero che parte dal fondovalle, dal paese di Fiumenero; da qui sono necessari solo 20 minuti per arrivare al rifugio Brunone (m 2295) posto in ambiente austero nel cuore delle Orobie. Le escursioni sono molteplici e permettono di conoscere alcune tra le più alte cime quali il Pizzo Redorta e il Pizzo Scais (per escursionisti esperti).


Si imbocca il sentiero n. 302 e si raggiunge la Sella dei Secreti (m 2650); si giunge poi al punto più alto del sentiero delle Orobie, il colletto del Simal (m 2712, è presente la colonnina di telesoccorso del Soccorso Alpino). Si scende con attenzione lungo un canale franoso, a volte innevato e si continua lungo una zona di detritei sassosi prima di risalire al Forcellino (m 2475); da qui è necessario porre molta attenzione poiché il tratto di discesa è attrezzato con catene di sicurezza; con alcuni saliscendi si giuneg allo spettacolare blu del lago di Coca (m 2108) e da qui in mezz'ora al rifugio Coca (m 1892).


verso il Passo del Corno a quota 2220 m e, dopo aver superato ripidi pendii di sfasciumi, risale ancora fino ad un pianoro a quota 2325 m; dopo aver raggiunto la diga di Valmorta (1798 m) si risale fino alla casa dei guardiani delle dighe e si percorre il sentiero sopra il Bacino del Barbellino che porta in breve al rifugio Curò (m 1915), posto in panoramica posizione sopra il lago e dominante l'alta Valle Seriana.


Si scende verso la valle del Bondione e si attraversa l'omonimo torrente; il sentiero ricomicia a salire e si punta al Passo della Manina (1799 m) tra Valle del Bondione e Val di Scalve (3 ore dal rif. Curò). Si prosegue in falsopiano sotto il monte Pizzul e poi sotto il Barbarossa; si oltrepassa la cresta del Pizzo di Petto e si percorre la testata della Val Conchetta sotto le pareti del Vigna Vaga. Con piccoli saliscendi si prosegue verso il Monte Ferrante ed in discesa verso il Passo dello Scagnello (2080 m), da cui in mezz'ora si arriva al rif. Albani (m 1939). La vista sulla parete nord della Presolana è mozzafiato, l'ambiente è dolomitico.


Dal rifugio Albani si scende al sottostante piazzale delle miniere, si attraversa in alto la bella conca del lago del Polzone e ci si dirige al colle della Guaita. Scendendo leg­germente sull’altro versante, si prosegue su terreno ghiaioso avvici­nandosi alla parete sino a raggiungere il caratteristico canale roccioso ove parte la via ferrata (cartello indicatore). Si attaccano subito le prime scalette verticali che permettono di accedere alla parte centrale del canale. Traversandolo sul fondo ci si porta sul versante opposto dove un tratto più facile e altre scalette permettono di salire all’intaglio del passo della Porta.


I contratti tra le piccole comunita' delle vallate piu' remote avvenivano lungo sentieri tortuosi e spesso impervi che servivano in uguale misura agli uomini e gli animali. Adesso sono diventati percorsi degli escursionisti che sempre piu' numerosi si avventurano sui monti in cerca di un contatto diretto con la natura. Realizzato per iniziativa della Sezione del C.A.I. alta Valle Brembana, il Sentiero delle Orobie Occidentali un itinerario completo e diversificato che parte da Cassiglio e tocca i principali Rifugi delle Orobie Brembane attraversando le zone piu' interesanti dal punto di vista naturalistico, ambientale ed alpinistico ed arrivando ad accordarsi con il Sentiero delle Orobie Orientali al Rifugio Calvi.


Parco delle Orobie Bergamasche - Contributo Regione Lombardia di 1.500.000 euro per la valorizzazione dei Sentieri orobici. Il progetto SE.BIO. (sentiero biodiversità) riguarda la valorizzazione turistico ambientale di una vasta area che include tutto il massiccio orobico e coinvolge diverse aree protette (Riserva Naturale Pian di Spagna, Parco delle Grigne, Parco del Monte Barro, Parco Orobie Bergamasche). In particolare verranno recuperati e attrezzati alcuni sentieri che permetteranno di attraversare aree ad alto pregio naturalistico.


Rifugio Benigni Rifugio Branchino dal 2008 Rifugio Lecco 1.779 m s.l.m. Valtorta/ Piani di Bobbio Rifugio Dordona 1.935 m s.l.m. - Val Madre - Fusine (So) Rifugio Grassi Rifugio Grassi 2.000 m s.l.m. - Valtorta Richiesta info Sentiero delle Orobie Rifugi C.A.I. Orobie - Tariffario Cesare Benigni. Prosegue la ristrutturazione dei settori del portale valbrembanaweb aggiornato e rivisto graficamente il nuovo sito dei Rifugi della Valle Brembana.








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