Valle Brembana


La Bardana è una pianta biennale con fusto robusto e scanalato, che puo' raggiungere anche il metro e piu' di altezza. Ha foglie verdi nella pagina superiore, bianco-giallastre e vellutate sotto, grandi, dentate, picciolate e vagamente cuoriformi. La Bardana fiorisce da giugno ad ottobre, nel secondo anno di vita. Fiore e frutto si somigliano molto ed e' solo il mutamento di colore che denota la maturazione dei frutti. Cresce allo stato naturale lungo i viottoli, e nelle zone incolte fino a 1.800 metri.


I suoi fiori compaiono da luglio a ottobre, sono bianco verdastri o argentati. Il suo achenio e' ricoperto di peli gialli ripiegati, la sua radice e' grossa, con latice dall'odore sgradevole. Abita su terreni silicei e calcarei , dai 400 ai 2000 metri di altitudine. Il fiore della carlina puo' considerarsi un piccolo igrometro: quando il tempo e' bello le bratte sono ben aperte e distese, in previsione di maltempo esse si inclinano verso l'interno, ricoprendo il capolino.


I suoi fiori sono ascellari, solitari, hanno corolla grande, imbutiforme, bianca, con cinque segmenti saldato per tutta la lunghezza: attraggono una farfalla detta "Sfinge del convolvolo", autrice dell'impollinazione. Il convolvolo e' presente ovunque: nelle siepi, ai margini dei campi, in luoghi umidi sulle Prealpi orobie fino a 1300 metri. In Germania con il convolvolo si prepara un infuso ritenuto valido per la cura della leucorrea. Della pianta vengono utilizzate la radice, le foglie fresche o essicate all'ombra. Per preparare un infuso purgativo si pongono 10 grammi di foglie fresche in una tazza di acqua bollente.


Ha bacche color corallo, ovoidali, contenenti ciascuna, due tre semi. Il Crespino cresce lungo le siepi di pianura e nei boschi delle orobie fino a 1900 metri. Della pianta si utilizzano le foglie (maggio-giugno), la scorza della radice quando e' fresca (autunno) e i frutti raccolti a settembre-ottobre. Foglie e corteccia si usano nelle inappetenze, per combattere la stitichezza e i disturbi delle vie urinarie.


Le sue foglie del Lampone sono piene di nervature, tondeggianti alla base e appuntite all'estremita'. Ha fiori bianchi, a volte macchiati di rosa, i suoi frutti sono rossi o bianchi. Il lampone cresce preferibilmente nelle zone collinari e montagne, nei boschi, sui pascoli fino ai 200 metri di quota. Le foglie della pianta sono febbrifughe e diuretiche. Si colgono a maggio-giugno e si fanno seccare dopo averle private del picciolo. Con il decotto di lampone (sciaccui) si curano le gengiviti e il mal di gola (gargarismi): bollire 50 grammi di foglie secche in un litro di acqua per 10 minuti (sciaccuitiepidi della bocca 4 volte al di', senza inghiottire). Con l'infuso si combattono le irritazioni degli occhi.


I fiori dell'ortica sono verdi, dioici, disposti in grappoli ramificati, minuscoli. Strisciante il suop rizoma. I suoi piccioli, le foglie e i peli di cui sono ricoperte contengono una sostanza orticante, sua naturale difesa. Cresce vicino alle case, lungo i viottoli, fra i detriti, nei boschi e in prossimita' delle malghe alpine delle Orobie, fino ai 2400 metri di quota. L'ortica puo' far gran bene: viene utilizzata contro l'anemia, cometonico, contro i reumatismi, per il benessere della pelle e dei capelli.


Il papavero rosso o rosolaccio ha gambo eretto, alto da 60 a 80 centimetri, con foglie mediane non avvolgenti, aventi lobi oblunghi o aguzzi. Il suo fiore ha petali rossi, con una macchia nera alla base: sboccia da maggio a giugno e a volte anche in autunno, per una seconda fioritura. La pianta presenta setole rade, anche verso la sommita' dello stelo e sul contorno dentellato delle foglie, mentre il filamento dei suoi stami e' subulato. E' pianta comune e puo' crescere nei campi coltivati, tra il grano, lungo le siepi fino ai 1700 metri di quota.


Le sue foglie, imparipennate a 5/7 foglioline, sono dentate, ovali, glabre e allungate. I suoi fiori sono di color rosa pallido, con cinque petali e numerosi stami. Il suo archemio e' peloso con pericarpo duro, racchiuso in un falso frutto ovoidale, rosso quando e' maturo, carnoso e liscio. Cresce sia in riva al mare che in montagna, nelle radure, nei terreni incolti e nelle pietraie, fino a 1300 metri di altitudine sulle Orobie.


Del rovo si utilizzano anzitutto il frutto, che si consuma fresco o che si usa per preparare marmellate, bevande rinfrescanti, gelati o per decorare torte. Si utilizzano in farmacopea (tutte le preparazioni devono essere filtrate) anche le foglie raccolte prima della fioritura e i fiori, essicati all'ombra. Il decotto delle foglie di rovo e' un efficace astringente: si puo' usare come lozione per il viso o per gargarismi contro le affezzioni della bocca. La medicina popolare utilizza l'infuso di rovo per la cura del diabete: si lasciano 20 grammi di foglie essicate in un litro di acqua bollente per 15 minuti. Si filtra e si bevono due tazze al giorno dell'infuso, lontano dai pasti. Un the molto aromatico si ottiene da un infuso, lontano dai pasti. Un the molto aromatico si ottiene da un infuso di foglie di rovo mescolate con foglie di lampone.


La Salvia pianta perenne, con fusto alto fino a 50/70 centimetri, robusto e peloso, la salvia pratense fiorisce da maggio a giugno. Ha fiori azzurri, violacei, a due "labbra", di cui il superiore forgiato a falce. La Salvia cresce in tutte le zone prative della fascia sub montana delle Orobie, fino ai 1500 metri di quota. E' sempre stata tenuta in considerazione per le sue proprieta' medicamente fin dai tempi piu' antichi.


Il tarassaco cresce fino a 2000 metri sulle alpi e prealpi Orobie: lo si raccoglie in marzo-aprile nei prati del fondo valle, mentre sui pascoli alpini, dove cresce soprattutto intorno alle baite in quanto qui il terreno e' soffice e concimato. fino a maggio-giugno. Ha molte qualita' curative: e' lassativo, tonico, diuretico, depurativo... Se le sue foglie sono tenere, dopo averle lavate per bene, si possono consumare crude, in insalata. Normalmente si fanno pero' bollire.


La viola, presente sulle Alpi Orobie ha proprieta' ematiche (radice), emollienti, purgative e sedative. Contro la tosse si utilizza il suo decotto: si fanno bollire 10 grammi della sua radice in un litro di acqua per 10 minuti, quindi si filtra e se ne bevono due, tre tazze al giorno. Le violette si utilizzano in cucina per preparare canditi: i fiori essicati all'ombra vanno immersi nello zucchero fuso caramellato e posti nel forno per seccare, avendo cura di tenere al minimo la temperatura.








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